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Metodologia

Archivio Storico

Il materiale archivistico ha prevalentemante contenuti documentativi (cronologia di fatti storici, eventi naturali, trasformazioni socio economiche, ecc.), tali da assegnare all'archivio un indirizzo etnografico.
In considerazione del fatto che, la caratteristica documentativa e etnografica non presuppone l'immagine come soggetto, ma solo come mero supporto d'informazioni, si è adottata la metodologia di archiviazione informatizzata, di gran lunga più economica e funzionale di quella tradizionale.
Le dotazioni logistiche attuali non consentono di prendere in carico il Bene e di provvedere alla diretta conservazione. Il Bene in originale è richiesto al proprietario o al possessore in deposito temporaneo per il tempo necessario (circa un mese) a compiere le operazioni di catalogazione previste dal manuale operativo. Alla fine viene reso nello stato originario con la richiesta al proprietario di garantirne la conservazione nel tempo. Ogni rapporto tra l'organizzazione e i proprietari o possessori del Bene è fissato su comunicazioni scritte che regolano di volta in volta le diverse responsabilità. Al proprietario viene rilasciata copia della scheda di catalogo per ogni originale trattato come documento della avvenuta attività di catalogazione. Il legittimo proprietario del Bene concede i diritti d'immagine all'Archivio e su richiesta di questo ne concede l'uso gratuito in originale per soli scopi culturali.
 

Motivazioni
Stiamo assistendo in questi  ultimissimi anni ad un rifiorire di interessi attorno alla fotografia con l'apertura di nuovi spazi espositivi  permanenti e - fatto ancor più rilevante - con la creazione di archivi storico - fotografici anche nei piccoli centri. In Italia la lentezza nella costituzione degli archivi fotografici e nella presa di coscienza della loro fondamentale necessità è dipesa dal fatto che la fotografia è cresciuta autonomamente molto tardi (anni  '20-'30 del nostro sec.) rispetto alla sua nascita ufficiale (1839).
Le fotografie, anche le più ingenue, scattate senza alcuna intenzione documentativa, acquistano con la forza del tempo un plusvalore di testimonianza. Le tante immagini di vita familiare o di cronaca paesana - fissate con sudata maestria, in periodi più o meno recenti sui vari supporti e negli stili di moda in quei determinati frangenti, dai pochi fotografi presenti sul nostro territorio - conservate ora nei fondi di cassetti e armadi, costituiscono un preziosissimo patrimonio comunitario documentaristico e culturale che va assolutamente salvaguardato. Non solo, devono rappresentare il nucleo primario del costituendo archivio storico - fotografico di Moggio Udinese; la prima tappa di quel viaggio nel passato alla riscoperta dei tanti rapporti  uomo / ambiente - individuo / società - continuità culturale o rottura. Un archivio per ricostruire la storia, per riflettere sui documenti del passato e fissarne il ricordo per le nostre generazioni, un archivio per continuare la storia moggese e perpetuarne la memoria in chi verrà. Un archivio del tempo (della vita sociale in evoluzione), un archivio dello spazio (della trasformazione del territorio).

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